G.A.M. Galleria d'Arte Moderna - Milano


Quale migliore occasione di visitare un museo se non la prima domenica del mese quando i musei sono gratis? 

E così domenica prendo un treno e mi dirigo a Milano e insieme alla mia amica Jasmine decidiamo di fare visita al G.A.M., Galleria d'Arte Moderna di Milano. La galleria si trova in zona Palestro e vista la bella giornata abbiamo deciso di farci una passeggiata e approfittare per scoprire zone e vie di Milano che non conosciamo o che non visitiamo spesso. 

Situata all'interno di Villa Reale, la Galleria presenta un percorso artistico che parte dall'Ottocento fino ad arrivare ai primi del Novecento e attraverso i diversi movimenti che hanno caratterizzato il secolo. 

Al pian terreno si parte con opere del Neoclassicismo, la corrente artistica del tardo '700 che riprende gli stili greco-romano e di cui Antonio Canova è uno degli esponenti. Attualmente e fino al 18 giugno, questa parte della villa è dedicata allo sculture Pompeo Marchesi, allievo di Canova e molto noto nella città soprattutto negli anni della Restaurazione, quando divenne anche professore all'Accademia di Brera. 

Marchesi è uno di quegli artisti che, purtroppo, nei libri di storia dell'arte che si studiano al liceo passa quasi in secondo piano, sovrastato dal maestro stesso, ma di pari rilevanza storica e artistica tanto da essere citato da Stendhal nell'opera "La Certosa di Parma" e avere opere commissionate in tutta Europa.

Il suo atelier fu inoltre affrescato dal noto pittore Francesco Hayez (famoso è il suo dipinto Il Bacio) e frequentato da molti intellettuali e artisti, tanto da essere organizzato come un museo in cui l'artista esponeva non solo suoi bozzetti e modelli, ma anche opere appartenenti ad altri artisti che egli conservava come collezione. 

L'atelier stesso viene donato alla città di Milano e diventando così una delle prime collezioni artistiche civiche. La mostra dunque ha lo scopo di celebrare non solo artisti e opere vicini al Marchesi, ma anche tutte le collezioni artistiche presenti sul territorio milanese. 

Il percorso della galleria prosegue poi al primo piano dove le sale presenti riprendono le correnti e i movimenti che più hanno caratterizzato l'800: si riparte dunque dal Neoclassicismo con alcune opere del Canova e opere riprendono i miti e i temi della classicità, presi a modello per questo filone artistico. 

Non mancano i ritratti, soprattutto di figure nobili o artisti, che in qualche modo si contrappongono allo stile Neoclassico, come ci dimostrano le opere di Andrea Appiani dalle linee e dai colori più morbidi e con sfondi monocromatici.  Uno dei più grandi rittrattisti del periodo è senza dubbio Hayez, appartenente alla corrente Neoclassica e successivamente al Romanticismo Storico: nelle sue opere il pittore è in grado di far trasparire l'introspezione psicologica. Famoso è il suo ritratto di Alessandro Manzoni, esposto proprio alla galleria.

Hayez si inserisce perfettamente nella corrente Romantica in cui l'emotività e l'introspezione diventano centrali, in contrapposizione con la razionalità dell'Illuminismo e la perfezione e simmetria del Neoclassicismo. 

Anche il percorso della galleria riprende i principali temi del Romanticismo: dipinti di ambienti e fenomeni naturali, che affascinano e incutono timore; l'esotismo con le raffigurazioni di mete esotiche e scene di carattere medievale; l'attenzione ai sentimenti e alla psiche e infine l'uomo al centro del pensiero sia attraverso i ritratti di personaggi illustri, ma anche attraverso la raffigurazione delle donne e del nudo che perde i suoi valori di perfezione per diventare un nudo volutamente provocante. 

Nella seconda metà dell'Ottocento l'Italia è attraversata da due correnti artistiche: la Scapigliatura uno stile nato proprio nella città di Milano che si avvicina al Naturalismo francese e alla vita bohémien, alla vita disordinata e al rifiuto del pensiero romantico. Uno degli esponenti è Tranquillo Cremona a cui la Gallerie dedica un'intera sala.

La seconda corrente è quella del Divisionismo, la corrente pittorica che si specializza nello studio della luce e dello studio dei colori che separati in punti e linee creano un senso ottico nell'interazione. Sicuramente la Galleria presenta una delle opere più importanti di questa corrente Il Quarto Stato del pittore Giuseppe Pelizza da Volpedo. L'opera appare immensa e occupa un'intera parete (l'opera è ritornata nella galleria nel luglio 2022. L'impatto visivo è decisamente notevole. Anche l'impatto sociale dell'opera è stato notevole. L'artista, infatti, voleva che anche l'arte fosse partecipe alle ragioni e ai movimenti sociali e di protesta di quegli anni, dando importanza alla classe lavoratrice. 

Il percorso si conclude poi con sale dedicate a diversi artisti ed esponenti del Divisionismo, ma anche del Simbolismo e della pittore sociale di tardo Ottocento.

Nella nostra visita purtroppo non siamo riuscite a visitare il secondo piano che ospita la collezione Grassi e Vismara. 

Sono così grata per essere riuscita a visitare una galleria ed è qualcosa che vorrei fare più spesso. Visitare un museo richiede tempo, pazienza e lentezza. Quella lentezza a cui non siamo più abituati. Richiede attenzione ed estraniazione dal mondo, per entrare dentro le opere e dentro la mente degli artisti. Richiede una mente aperta a capire e accogliere quello che i nostri occhi stanno vedendo.

Perché è proprio bello immergersi nelle opere e nei dettagli, nelle pennellate e nei colori. Scoprire cose nuove che probabilmente neanche a scuola si studiano. Far scorrere il tempo e sapere che non è tempo sprecato. 

Ammirare la bellezza e imparare. Ascoltare il silenzio e il suono delle proprie emozioni davanti a qualcosa che ci affascina.

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